Due messaggi alla Morte

old photos rebecca lena

1) Camino, scaldo i piedi.

“Il cimitero è il luogo in cui si compie la dimensione ossimorica dell’assenza/presenza.

Mi sento sola e allo stesso tempo piena di assenza, che forse è la stessa cosa. Così come se dicessi che sono circondata dalla presenza di nessuno, perché tutti sono altrove. 

Nel cimitero non vi è nessuna emozione insulsa, nemmeno la paura, solamente immobilità e fiori di tessuto sbiadito. Non c’è nessun altro a parte il simulacro di ciascuno ed io mi sento parte integrante di quel vuoto se considero il mio corpo, all’interno di quello spazio, un simulacro di me stessa.

Io sono la mia stessa tomba, i miei capelli sono fiori finti posticci. Ma io sono lì, e non ci sono. Faccio parte di un nulla strapieno di aria e fuochi fatui.”

(Messaggio del 18 Gennaio 2017, bruciato)

 

2) Schiapparo, sul letto. Ore 20 circa.

“È impressionante il cambio di temperatura tra ieri e oggi. Mi stendevo sopra il muretto, ventre al cielo, durante il vespro, si alzava un soffio caldo da sudest della stessa temperatura del mio corpo. Trentasei gradi. Ho alzato le braccia verso il celeste sbiadito e mi sono sentita dissolta, completamente priva di densità, come a fondermi col clima di questo luogo.

Forse è questo che si prova a non avere un corpo. 

Assenza di differenza fra la mia temperatura e quella esterna al corpo.

La morbidezza di un alito marino che scioglie le pareti di pelle e svanisce i fluidi pesanti della carne. 

Allo stesso modo anche l’acqua mi accoglieva nella sua temperatura annullante. Con le orecchie immerse, gli occhi chiusi e i capelli sbiancati dal sale, ho creduto tutta la mia superficie corrodersi e sfaldarsi con dolcezza, come una conchiglia bianca sottilissima.”

(Messaggio del 12 Agosto 2017, buttato in mare)

 

 

N.B. Sono mesi ormai che ho messo in pratica questa idea balorda, quella di scrivere lettere a “sconosciuti” in momenti improvvisi, mi spiego meglio: scrivo a persone che invento e che poi forse ritrovo in mezzo ad una folla, o anche a persone che esistono e che conosco, ma senza che abbia con loro un vero rapporto, oppure persone che esistono, che non conosco, ma che so di poter incontrare di nuovo. Voglio iniziare questa serie di lettere col destinatario per eccellenza, che esiste e non esiste allo stesso tempo: la Morte, a cui ho scritto bigliettini segreti senza accorgermene durante tutta la mia esistenza.

29 risposte a “Due messaggi alla Morte

  1. forse condizionato dalla fotografia, leggo questi messaggi come appartenenti a un’altra epoca, fine ottocento-inizio novecento.
    suggestivo soprattutto il secondo messaggio, quel dissolversi lento nell’acqua “come una conchiglia bianca sottilissima”
    ml

  2. Ognuno di noi per quanto presente(nel cimitero la cosa è ancora più preganante e misterica)per un motivo o l’altro è sempre, indicibilmente, altrove. Un altrove che spazia e allo stesso tempo ci conchiude come se dal cielo calasse un mantello e dal sottosuolo spuntasse un acquitrino, una palude, le radici che ci imparentano con gli alberi.

    Sono “costretto”, volontariamente, a leggerti. Nei giorni a venire. Ciao

    Grazie per il passaggio da me.

  3. N.B. Sono sconosciuto a te e tu a me. Ciò, paradossalmnete, ci dà la possibilità, pur se non ci siamo mai incontrati, di incontrarci da perfetti sconosciuti, mirando attraverso le parole alla presenza nell’assenza della conoscenza senza volto ma nella sostanza di ciò che siamo o che non riusciamo a essere.

      • Il corpo parassita si annida sia alla luce del sole sia nell’oscurità. C’è chi si attcca come la muffa. E non si capisce quando è per incapacità di staccarsi o se è un calcolo addirittura scientifico. Come quel furbo del cuculo e simili per quanto concerne il mondo animale.

  4. Trovo i tuoi pensieri sottili,eleganti ed intriganti. Mi piacerebbe tanto scoprirne l’origine. Ognuno di noi è come un armadio chiuso: chissà cosa racchiude! Mistero. Oltre che alla Morte però ti suggerirei di scrivere lettere alla Vita: la ritengo più misteriosa ed imprevedibile. Complimenti per il tuo lavoro.

  5. E cos’è la morte se non ciò che la vita di più solido e sicuro abbia sinora inventato?! :) Rebecca compliementi, i tuoi scritti sono incredibilimente profondi e coinvolgenti :))

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