Ridimensionare

racconti della controra_-9

Il terzo giorno Santa Brigida era inghiottita da una nube finissima. Se fossi uscita forse avrei perso con me tutta la testa, soprattutto i capelli che ho fatto bianchi per confondere la fronte con la nebbia, e per lasciare le sopracciglia fuggire con gli angoli delle rondini stordite, e per concedere agli occhi neri, che in fondo sono solo buchi, di rimanere fra le trame e il frascame, a parlare di cose bagnate.

Il bosco piove, il corpo mio è una casa umida che respira in modo viscido, l’eco di una frana segretamente drammatica che la montagna tenta di nascondere. Santa Brigida, escrescenza di briciole antropiche sul suo ventre, sono io, forse scivolo nel dissesto, sospirando fra le crepe dei muri che si fanno più larghe. 

rebecca lena

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10 risposte a “Ridimensionare

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