Ridimensionare

racconti della controra_-9

Il primo giorno ho osservato Santa Brigida dai piedi del Colle, ho percepito meglio la sua pendenza. Il secondo giorno da ovest, sulla curva di una collina che scende per Molino del Piano, ne ho osservato la lunghezza. Il terzo giorno non avrei potuto vederla perché era inghiottita in una nube di finissima pioggia. Se davvero fossi uscita forse avrei perso con me tutta la testa, soprattutto per i miei capelli che ho fatto bianchi per confondere la fronte con la nebbia, e per lasciare le sopracciglia fuggire con gli angoli delle rondini stordite – che presto moriranno – e per concedere agli occhi neri, che sono solo buchi, di rimanere fra le trame e il frascame, a parlare di cose bagnate.

Il bosco piove, il corpo mio è una casa umida che respira in modo viscido, una frana segretamente drammatica che la montagna tenta di nascondere: Santa Brigida, escrescenza di briciole antropiche sul suo ventre, forse scivola, lentamente, sospirando fra le crepe dei muri che si fanno più larghe. Sono un paese intero, l’eco di un alito silenzioso, dissesto idrogeologico della memoria che viene meno nel magma, raggiunto il nucleo del mondo.

rebecca lena

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10 risposte a “Ridimensionare

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